Marina Marzotto: “Il cinema italiano ha bisogno di coraggio e visione”

By Gianmaria Tammaro
January 26, 2024

Per quindici anni, Marina Marzotto ha lavorato per mettere insieme risorse e budget dei film degli altri. Poi, a un certo punto, ha deciso di provare a farlo per sé stessa. Oggi guida Propaganda, una delle produzioni italiane più snelle e innovative, attente ai film di genere e alla sperimentazione. L’Italia, spiega, fa fatica a fare sistema. Si guarda sempre alla Francia come esempio positivo, ma ci si dimentica delle differenze strutturali e numeriche che ci sono tra i due paesi.

I dati, dice Marzotto, non vengono presi in considerazione per ciò che sono e spesso si tende quasi a sottovalutarli. Quello che serve al cinema e alla televisione italiani è la diversificazione: il pubblico deve poter scegliere e gli autori devono potersi esprimere liberamente, al massimo delle loro capacità. E invece c’è come una tendenza all’appiattimento e alla normalizzazione, che è il primo nemico del talento e della visione artistica.

Quando parla dei distributori, Marzotto parla di una mancanza di possibilità per i produttori di poter decidere e di poter trovare lo spazio giusto per i propri film. Non rinnega l’etichetta di “prodotto industriale”. Ribadisce, anzi, che ne abbiamo bisogno. Se ha scelto questo lavoro, l’ha fatto per amore. Tra il prossimo film di Paolo Strippoli, già autore di Piove, Incanto, la serie Never too late e il nuovo progetto di Alejandro Amenábar, Marzotto ricostruisce un bilancio preciso di quella che, oggi, è la nostra industria. Serve coraggio, ripete: non possiamo farci guidare unicamente dalla paura. Questo è il suo Controcampo.

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