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‘Woken’ al Trieste Science+Fiction Festival: come sostituirsi a Dio

Woken, thriller distopico in concorso al festival della fantascienza di Trieste

Woken, thriller distopico in concorso al festival della fantascienza di Trieste

In concorso alla 23ma edizione del Trieste Science+Fiction FestivalWoken di Alan Friel è un thriller distopico che pone importanti interrogativi esistenziali: è possibile sostituirsi a Dio? Coproduzione italo-irlandese, il film è stato girato a Fanore Beach in Irlanda ed è ambientato in una remota isoletta del Mare del Nord, dove la protagonista Anna, si risveglia priva di memoria dopo un salto dalla scogliera.

Woken, la trama

Woken inizia con una donna in fuga, incinta, che si getta in mare dall’alto di una scogliera. Poco dopo, la ritroviamo distesa in un letto, accudita da una donna che non conosce, Helen. La ragazza è priva di memoria. Helen le dice che si chiama Anna ed è sposata con James, le mostra le foto insieme, cercando di risvegliare qualche ricordo, mentre si prende cura di lei. Ma non tutto è come appare. Quando dei naufraghi arrivano sull’isola, Helen è costretta a dire la verità. I quattro (Anna e James, Helen e Peter) sono tra i pochi sopravvissuti ad una micidiale epidemia, che ha decimato la popolazione della Terra. Ora, diffidente nei confronti di James e degli altri, Anna si rende conto di non essere veramente libera, ma prigioniera in casa sua. Riesce a fuggire alla ricerca della verità, e la troverà, ma ciò comporta delle conseguenze.

Chi è davvero Anna (Erin Kellyman)? E l’ambiguo James (Ivanno Jeremiah) è davvero suo marito? Helen (Maxine Peake) e Peter (Corrado Invernizzi) che ruolo hanno? E l’enigmatico dottor Henry (Peter McDonald), che segue la sua gravidanza, è veramente solo un medico condotto? Interrogativi che si incastoneranno in un plot post apocalittico e fantascientifico, dove l’uomo, dopo aver distrutto la vita sulla Terra, gioca a dadi con Dio, sfidandolo nella creazione di una nuova vita immune all’epidemia.

Uno SciFi classico ma potente

Woken ha una costruzione semplice ma d’effetto Il mistero della donna che si getta da una scogliera e si risveglia senza memoria, acquisisce poco alla volta valenze sempre più infide ed oscure, giunge al suo picco e si concretizza, in una ribellione senza riserve, di fronte all’inumanità di scienziati e militari, risolvendosi in una nuova speranza. Anche le pedine sono classiche: gli scienziati che compiono esperimenti, i militari che obbediscono agli ordini e non hanno pietà di nessuno, la Madre disposta a tutto per salvare un Figlio, eppure, Friel riesce a costruire con maestria un thriller, che si svela e si nasconde, sino alla rivelazione finale, immergendolo nell’affascinante e selvaggia natura irlandese, sfondo perfetto, per dipingere l’isolamento e la disumanità umana.

Michela Aloisi, taxidrivers.it (5/11/2023)