Propaganda

It

En

Incontri FICE, un punto sul cinema italiano

Troppi film prodotti a discapito della qualità. Il problema dell’estate, periodo in cui le produzioni nazionali non vogliono uscire. La necessità di una comunicazione più efficace. Ma anche i buoni risultati di Garrone, Bellocchio, Moretti e di un film di genere come L’ultima notte d’Amore. Il lungo panel che si è tenuto durante le Giornate del cinema d’essai in corso a Mantova non è bastato a esaurire i temi cruciali che il cinema italiano deve affrontare

Da inizio anno, i film italiani hanno raggiunto una quota di mercato del 18% e l’obiettivo è di arrivare a fine anno ad almeno quel 20-21%, che è il valore sul quale si era soliti assestarci negli ultimi anni. Se al momento, dunque, la strada è in salita, c’è tuttavia da ricordare che nel 2023 diverse nostre produzioni hanno portato a casa risultati importanti con Me contro Te – Missione Giungla (4,8 milioni di euro), Tre di troppo (4,7 milioni), Il sol dell’avvenire (4,1 milioni), L’ultima notte di Amore (3,4 milioni). Oltre ai successi più recenti di Bellocchio con Rapito e Garrone con Io Capitano.

A questi numeri, ne va aggiunto subito un altro. Un dato molto importante: dal pre-Covid al 2023, il numero di produzioni italiane uscite in sala è cresciuto vertiginosamentepassando dai 172 titoli distribuiti in media tra il 2017-18-19 ai 250 titoli già usciti nel 2023. Siamo a un +45%. C’è un oggettivo problema di quantità: in Italia escono (e si producono) troppi film. Troppi film che il mercato theatrical non è in grado d assorbire. Specie se d’estate nessuno vuole programmare i propri titoli….

C’è una quantità eccessiva che spesso porta a una bassa qualità dei film stessi. Questo è stato il primo tema affrontato dal convegno “Il cinema italiano a una svolta” che si è tenuto durante gli Incontri del Cinema d’essai in corso a Mantova dal 2 al 5 ottobre 2023.

ALZARE L’ASTICELLA DELLA QUALITA’

Benedetto Habib, produttore di Indiana Produzione e Presidente Unione Produttori Anica lo ha detto chiaramente: «I segnali di debolezza del cosiddetto prodotto medio erano evidenti già prima della pandemia, per poi acuirsi in questi ultimi anni: una parte di pubblico si è disaffezionata al cinema italianoSiamo riusciti a riavvicinare quegli spettatori solo quando abbiamo alzato l’asticella della qualità con film dai budget più alti, storie che uscivano dai soliti generi, valorizzazione degli autori. In Italia si producono troppi film: è una distorsione che va aggiustata. Ma dobbiamo anche lavorare sul concetto di “urgenza”: dobbiamo creare le condizioni affinché lo spettatore voglia andare subito in sala a veder quel film». 

GLI ITALIANI NON VOGLIONO USCIRE D’ESTATE. ASPETTANO VENEZIA

Altra criticità emersa è l’estate. Nonostante l’iniziativa di Cinema Revolution che ha promosso i film italiani con biglietti scontati a 3,5 euro nei mesi caldi, sono usciti nelle nostre sale pochi titoli made in Italy. Le produzioni nazionali preferiscono aspettare il mese di settembre, ma soprattutto preferiscono aspettare e sfruttare un eventuale anteprima ai Festival, soprattutto Venezia. «I festival sono diventati uno strumento di marketing irrinunciabile per i film italiani» ha dichiarato il direttore della Mostra Internazionale d’arte di Venezia Alberto Barbera. «Negli ultimi due anni è cresciuta moltissimo la pressione da parte dei produttori e dei distributori per avere un passaggio al Lido: se prima ricevevamo un 100-150 film da visionare, quest’anno siamo arrivati a 230. I riflettori di Venezia, così come di Cannes, sono una promozione strategica, ma servono anche per aumentare il punteggio nel meccanismo dei contributi automatici ministeriali».

LA COMUNICAZIONE E IL RAPPORTO COL PUBBLICO

I festival, però, non possono certo essere l’unico strumento di marketing e promozione. In Italia, purtroppo, i film non vengono promossi abbastanza, e con abbastanza anticipo. E questo è un problema soprattutto per le produzioni indipendenti e per le opere prime e seconde. Lo sa bene Marina Marzotto, produttrice Propaganda Produzioni, Presidente AGICI: «Bisogna investire di più nella costruzione di teaser e trailer, e iniziare a lanciare materiale e informazioni già quando si è sul set in modo da iniziare a far parlare di un titolo con mesi, anni di anticipo. L’obiettivo è sedimentare un film nella menta degli spettatori. Dobbiamo cambiare mentalità: quando io propongo queste tempistiche così anticipate, mi scontro spesso con frasi del tipo “se iniziamo ora, quando il film uscirà, sarà già vecchio”». Bisogna uscire dalla logica di una promozione copia-incolla per tutti i film, ma studiare strategie ad hoc a seconda del titolo e del suo pubblico di riferimento, come ha anche sottolineato Habib.
Altro elemento di promozione efficace per riagganciare un rapporto col pubblico sono gli ospiti in sala. «Purtroppo anche qui ci sono resistenze: alcuni autori e talent sono poco disponibili in questo senso. Invece, la presentazione in sala di registi e autori è utilissima, tanto che io ho iniziato inserire nei contratti un obbligo in questo senso, proprio come è d’uso per le star hollywoodiano». 

ALLA RICERCA DI NUOVI AUTORI

Altro aspetto su cui lavorare a livello produttivo, è la ricerca di nuovi autori. Il sostegno alle opere prime e seconde è fondamentale perché solo così si possono scoprire nuovi autori e coltivare nuovi sguardi che hanno un valore ben al di là del risultato al botteghino. Solo così si potranno trovare i “nuovi Garrone” e i “nuovi Sorrentino”.

ALTRI TEMI URGENTI

In questo lungo panel nel quale sono anche intervenuti Francesco Martinotti di ANAC-Associazione Nazionale Autori Cinematografici (che ha sottolineato lo scarso investimento da parte delle produzioni nella fase creativa e di scrittura dei film), di Lionelli Cerri del circuito Atteso spazioCinema (che ha rivendicato il ruolo attivo degli esercenti come imprenditori culturali), della giornalista Laura Delli Colli (che ha ricordato il ruolo dell’informazione e della critica: “perché la Tv pubblica non è in grado di realizzare una trasmissione che parli di cinema in un orario che non sia la tarda serata?”) e di Andrea Romeo di I Wonder (“grazie ai distributori che quest’anno e questa estate hanno reso possibile risultati importanti per tutto il mercato”), non c’è stato purtroppo il tempo di affrontare altri aspetti cruciali del cinema italiano. In primis un’attenzione ancora troppo scarsa per la produzione di film di genere, di film indirizzati specificatamente ai ragazzi under 30, di film con protagoniste femminili più libere e meno stereotipate, di film popolari costruiti ad hoc per essere distribuiti proprio d’estate come del resto succede già in Spagna dove il primo weekend di luglio è diventato uno slot dell’alto potenziale commerciale. Lo dimostrano i 7 milioni di euro per più di 1,1 milioni di presenze di Vacaciones de verano, commedia di e con l’acclamato Santiago Segura che Sony ha distribuito nella sale spagnole il 6 luglio di quest’anno.

Valentina Torlaschi, e-duesse.it (04/10/2023)